
Restauri adesivi indiretti: nuovi confini tra conservativa e protesi
26 Maggio 2018 | 09:00 - 13:30
I considerevoli progressi nel campo dell’adesione smalto – dentinale e dei materiali compositi e ceramici, unitamente alle sempre più crescenti esigenze di natura estetica dei pazienti, hanno radicalmente modificato il moderno approccio restaurativo. I restauri indiretti parziali cementati adesivamente, sono indicati in caso di ampi restauri a ricoprimento cuspidale e consentono frequentemente il recupero anche di elementi trattati endodonticamente con importante distruzione coronale. Tutto questo in definitiva ci ha permesso di disegnare una nuova linea di confine tra conservativa e protesi per il recupero dell’elemento singolo che ci induce a protesizzare quasi esclusivamente: a) elementi con grave perdita di sostanza dentaria per carie destruenti e/o fratture con scarsa o nulla quantità di smalto cervicale e violazione dell’ampiezza biologica b) ritrattamento di preesistenti corone protesiche incongrue.
Nei settori anteriori i restauri estetici adesivi presentano particolari difficoltà relativamente alle fasi diagnostiche e operative. Per ottimizzare il progetto estetico ci si puo’ avvalere oggi di una previsualizzazione digitale (Digital Smile Design) che fornisce elementi utili alla ceratura e alla successiva previsualizzazione clinica mediante mock-up. Segue quindi una riduzione tissutale guidata dai volumi finali e quindi realizzazione dei restauri e cementazione adesiva degli stessi. L’espressione massima dell’adesione applicata alla protesi sono le “full mouth adhesive rehabilitation “ che consentono un approccio protesico biomimetico, minimamente invasivo nei confronti dei tessuti dentali, pulpari e parodontali con ripristino della funzione, dimensione verticale ed estetica di intere arcate .