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Abstract

I restauri protesici sono soggetti a fallimenti tecnici e biologici, reversibili o irreversibili.

Una significativa quota di tali fallimenti è strettamente associata alle proprietà fisico-meccaniche e geometriche del pilastro protesico. Risulta quindi di importante rilevanza clinica operare adeguate strategie di trattamento, tecniche restaurative e selezione dei  materiali nella ricostruzione del pilastro protesico,.

Si configurano differenti tipologie di restauro preprotesico in relazione all’entità del deficit di sostanza dentale e conseguenti capacità di contribuire alle forme di resistenza e ritenzione del moncone protesico. Numerosi materiali e tecniche sono utilizzati per la realizzazione dei differenti tipi di restauro preprotesico.

I fattori che portano alla corretta scelta di tale restauro sono primariamente correlati al problema biomeccanico ovvero all’analisi della negativa distribuzione degli stress funzionali e parafunzionali al pilastro protesico.

Evidenza scientifica e clinica sottolineano come, ai fini del successo a lungo termine, realizzare un adeguato controllo delle forze che incidono sul restauro protesico di denti strutturalmente compromessi, sia più rilevante della tecnica ricostruttiva. Ne consegue l’importanza di individuare la presenza di un eventuale habitus bruxista del paziente, nonché realizzare progetti protesici e occlusione che mirino al massimo controllo delle forze.

La sostanza dentale sana residua, dopo il controllo in quantità e qualità delle forze incidenti, rappresenta il fattore più importante nella prognosi e nella selezione della tecnica di ricostruzione del pilastro protesico. Anche le esigenze estetiche e la necessità di associare il restauro preprotesico a soluzioni protesiche metal –free contribuiscono a tale decisione.